La devitalizzazione di un dente, meglio definibile in ambito medico come “terapia canalare”, consiste nella cura del dente che manifesta una necrosi nel tessuto pulpare dovita a carie o a una frattura causata da un trauma.

La morte del tessuto nella maggior parte dei casi è dovuto all’avanzare della carie, che espone la radice del dente e provoca quindi un’infezione con conseguente dolore (mal di denti) e sensibilità termica ai cibi molto caldi o freddi.

La devitalizzazione è un intervento invasivo, perché deve raggiungere l’interno del dente, ma è l’unica cura che lo salva dall’estrazione definitiva.

La medicazione delle devitalizzazioni

La devitalizzazione si svolge in anestesia locale e si snoda in almeno 3 sedute durante le quali si cura il dente per ripristinare la sua funzione sul lungo periodo.

Prima di eseguire una devitalizzazione è necessaria un orto panoramica, quindi si passa ad aprire una via di accesso alla polpa del dente che viene rimossa insieme ai batteri.

Per evitare che residui organici possano spargersi nel cavo orale il dente viene circoscritto con una diga in lattice.
Il canale aperto viene più volte irrigato con una soluzione disinfettante e quindi chiuso provvisoriamente con un materiale sterile.
La chiusura definitiva avviene cementandolo con una capsula che può anche includere un perno di sostegno.
La ricostruzione del dente avviene con un amalgama che conferisce un risultato estetico eccellente grazie al colore del tutto uguale al dente.

Il dente devitalizzato quindi non è più sensibile agli sbalzi termici e potrà resistere senza essere soggetto a eventuali fratture dentali.
La devitalizzazione però rende il dente meno resistente rispetto a uno ancora provvisto di polpa, per cui in media un’otturazione dura circa 10 anni dopo i quali deve essere sostituita.

La devitalizzazione inoltre, contrariamente a quanto si pensa, non è dolorosa perché viene eseguita in anestesia locale e anche quando l’effetto passa il fastidio che si avverte è comunque sopportabile.

Quando la devitalizzazione è dannosa

Ci sono alcuni casi in cui la devitalizzazione può essere dannosa per l’organismo. Si fa riferimento in particolare alle vecchie otturazioni in metallo che è stato provato rilasciano quantità di mercurio che risultano potenzialmente cancerogene. Chi avesse una vecchia otturazione dovrebbe sostituirla con una di nuova generazione.

Devitalizzazioni in gravidanza

Durante la gravidanza può succedere che sia necessaria la terapia canalare ma si è portati a credere che non sia possibile sottoporsi a qualsiasi tipo di intervento.
La devitalizzazione di un dente è comunque possibile senza pericolo per il feto, anche in presenza delle radiografie e dell’anestetico.
La direzione delle radiografie infatti non interessa l’addome e la loro intensità non è tale da destare preoccupazioni.
Anche l’anestetico locale viene usato in piccole quantità ed è diretto alla zona pulpare o dei legamenti dentali.